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Provincia di Belluno - Regione del Veneto

La Fauna

Il territorio della Comunità Montana Agordina si presenta come un’insieme di paesaggi estremamente vari e diversificati. Questa grande differenziazione fa si che il territorio dei 16 comuni afferenti alla Comunità racchiuda in sé gran parte delle specie animali oggi presenti nell’intero arco alpino.

Cervi - Foto di Maurizio Ramanzin

La grande importanza faunistica della zona è testimoniata ancor più dall’esistenza di 6 zone SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e 3 ZPS (Zone a Protezione Speciale) definite nell’ambito del progetto europeo Natura 2000 che garantiscono presenza di habitat di grande valore e specie rare.


Nelle aree aperte di fondovalle, dove le attività colturali e zootecniche sono ancora in atto e l’avanzare del bosco è limitato, vive la lepre europea. Ai margini di questi prati, al crepuscolo, non è raro scorgere la presenza del capriolo o del cervo, che si spingono anche a breve distanza dai piccoli nuclei di case al limitare del bosco. Questi due ungulati abitano i boschi di basso e medio versante, preferibilmente di latifoglie, non troppo fitti e intervallati da radure e praterie, ma nella bella stagione si spingono fino al limite superiore del bosco.


Nei versanti dove la foresta si fa più estesa e matura si trova l’habitat più idoneo per ospitare il gallo cedrone che, dopo aver subito un forte declino fino agli anni ‘70, sembra oggi in ripresa anche grazie alla protezione venatoria e ai moderni metodi di gestione dei boschi orientati verso una selvicoltura più naturalistica. I boschi misti ricchi di sottobosco ospitano un altro elusivo tetraonide, il francolino di monte.

Capriolo - Foto di Maurizio Ramanzin
Fra i predatori, oltre alla comune volpe, i mustelidi sono ben rappresentati, in particolare con la martora, la faina e la donnola, diffuse dai boschi ad alto fusto fino a quelli più radi ad alta quota, e con l’ermellino che si può osservare nelle praterie alpine. Affascinante e misteriosa è inoltre la lince, di cui sarebbe stata segnalata la saltuaria presenza in alcune aree a protezione speciale. Il futuro si questa specie, che dalla Svizzera e dalla Slovenia sta tentando di  ricolonizzare le Alpi italiane, è però molto incerto e legato anche al suo possibile ritorno stabile in queste montagne.

Anche l’orso bruno, che da alcuni anni si spinge frequentemente dalla Slovenia fino alle Alpi orientali,  è stato in passato segnalato nelle montagne dell’Alto Agordino. 
Salendo ancora di quota, dove il bosco cede spazio agli arbusti montani, al rododendro e al mirtillo, trova alimento e riparo il gallo forcello. Le praterie esposte al sole forniscono gli ultimi lembi di habitat idoneo alla coturnice delle alpi, un tempo molto diffusa fino a bassa quota nei prati e nei coltivi, ora però abbandonati e progressivamente soppiantati dal bosco.

Ma le praterie alpine sono i luoghi dove è più facile osservare, al mattino presto e alla sera, il camoscio alpino. Questa specie, legata alle aree rupestri, è in espansione e dalle alte quote si sta spingendo sempre più verso i fondovalle. Molto interessante è poi lo stambecco, la cui presenza deriva da importanti interventi di reintroduzione e ora si divide fra la Marmolada e i Monzoni, in territorio trentino. Questa colonia, recentemente colpita da un’epidemia di rogna sarcoptica, è stata oggetto di un’azione di salvaguardia e si sta ora riprendendo.

Pernice - Foto di Maurizio Ramanzin
Al di sopra dei boschi, le praterie alpine, le zone a macereti e le strette vallette nivali ospitano infine specie note e comuni come la marmotta, e altre più rare ed elusive come la lepre bianca e la pernice bianca.
Numerosissima l’avifauna, in tutti gli ambienti. Oltre i tetraonidi già citati si potrebbe fare un lungo elenco di specie. Citando solo quelle di maggior valore naturalistico possiamo trovare il re di quaglie, l’averla piccola, il merlo dal collare, varie specie di picchi (quello nero, il cenerino, il muraiolo, e il raro tridattilo), e ancora una nutrita serie di rapaci come la civetta nana, la civetta caporosso, l’albanella reale, l’astore, lo sparviero, il falco pellegrino, il gufo reale e l’aquila reale.


Non vanno dimenticati gli anfibi, tra cui in particolare il tritone crestato, la salamandra alpina, la rana temporaria e il rospo volgare, e i rettili, fra cui spiccano due autentiche rarità: la lucertola di Horvath, di cui esistono solo due stazioni di presenza accertata in tutta la provincia, e la vipera dal corno, che trova qui i limiti occidentali del suo areale.  

Testo di Luca Dal Compare

Foto di Maurizio Ramanzin

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